Liceo Scientifico Statale Donato Bramante
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Storia

Scuola di notevole tradizione sul territorio, il Liceo Scientifico Statale Donato Bramante è sorto nell’anno 1972 a Magenta; esso è diventato autonomo nel 1977 e nel 1989 si è trasferito in via Trieste n.70, nell’edificio attuale.

Noto per il significativo livello di preparazione fornito ai suoi diplomati, il liceo Bramante è dotato sia di numerose aule per la didattica tradizionale e per le specifiche attività dei vari ambiti disciplinari sia di diversi laboratori per un approccio anche pratico alle differenti discipline del curricolo.

Donato Bramante (1444 – 1514)

bramante

Donato di Pascuccio di Antonio, detto Bramante, nasce nel 1444 nel ducato di Urbino, fervente centro culturale dell’Umanesimo italiano, in un piccolo paese detto Montesdrualdo, l’odierna cittadina di Fermignano.

Talento fine e precoce, Donato inizia molto giovane il suo apprendistato artistico presso la bottega di fra’ Carnevale, in cui diviene pittore prospectivo, cioè specializzato nel realizzare le scene architettoniche poste a sfondo delle diverse rappresentazioni pittoriche. Con molta probabilità, egli partecipa anche al cantiere del Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro, fra i più munifici mecenati quattrocenteschi.

Lo studio dell’arte nell’ambiente ricco e colto di Urbino porta il Bramante ad entrare in contatto con magistri d’arte come Andrea Mantegna, Piero della Francesca, Luca Signorelli, Melozzo da Forlì, decisivi per la sua formazione e per l’elaborazione del suo stile, personale e coltissimo. Nel 1476 l’artista decide di spostarsi verso l’Italia settentrionale, attratto dalle numerose e ricche possibilità di committenza. L’anno dopo è a Bergamo, dove lavora come pittore, affrescando la facciata del Palazzo del Podestà, con soggetti di filosofi in inquadrature architettoniche. Tale esperienza, inserita nel contesto di aggiornamento della città da un punto di vista artistico, si esaurisce però brevemente. Bramante decide allora di recarsi a Milano, ove rimarrà per lungo tempo, tempo produttivo ed assai fecondo.

A Milano il Bramante approda per la prima volta nel 1478, forse su richiesta dello stesso Federico da Montefeltro, che invita il trentaquattrenne artista ad eseguire alcuni lavori sul suo Palazzo di Porta Ticinese, dono di Galeazzo Maria Sforza. Già dopo pochi anni la sua presenza in città è considerata stabile ed acquisita. Ne è testimonianza, fra l’altro, l’Incisione Prevedari, realizzata su suo disegno. Fino ai primi anni ‘90, Bramante prevalentemente continua la sua attività di pittore: in effetti, in tale periodo, egli realizza gli Uomini d’arme, il Cristo alla Colonna (1) e gli affreschi -questi non di certa attribuzione- in casa Fontana Silvestri. È proprio qui che il Bramante conosce Leonardo da Vinci ed i due, per lungo tempo, rimarranno legati da solida e duratura amicizia; i due lavorano anche, gomito a gomito e con reciproca stima, nei cantieri del Castello Sforzesco e di Santa Maria delle Grazie (2).

Opera pittorica di architettura illusionistica (3).

1.

Cristo alla colonna

 

2.

Castello Sforzesco

 

3.

Bramante opera pittorica di architettura illusionistica

Tra il 1480 ed il 1490 invece, l’artista opera per lo più come architetto e con alacrità notevolissima. Nel 1492 progetta la tribuna di Santa Maria delle Grazie e ne imposta la Sagrestia Vecchia ed il Chiostro Minore. Nello stesso lasso temporale progetta la Canonica di Sant’Ambrogio (opera rimasta incompiuta) e, nel 1497, i due chiostri del monastero cistercense di Sant’Ambrogio, la cui realizzazione fu però curata da altri architetti.

È questo altresì il tempo dell’occupazione di Milano da parte dei francesi e molti artisti, fra i quali lo stesso Leonardo, decidono di lasciare la città.

Alla fine del 1499, anche il Bramante si allontana definitivamente dalla capitale del ducato lombardo e si trasferisce a Roma, ove si fermerà fino al termine della propria vita. A lui si deve la realizzazione del Chiostro di Santa Maria della Pace (4), del Tempietto di San Pietro in Montorio (5), del Cortile del Belvedere e la su scala elicoidale (6).

4.

Chiostro di Santa Maria della Pace

 

5.

Tempietto di San Pietro in Montorio

 

6.

scala elicoidale

L’Urbe, oltretutto, è per lui il luogo d’incontro e di confronto con architetti quali fra’ Giocondo, Giuliano da Sangallo e Baldassarre Peruzzi, oltre che con le menti geniali ed uniche di Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti.Nel 1506, Giulio II nomina il Bramante architetto pontificio, incaricandolo della demolizione e della ricostruzione dell’antica basilica costantiniana di San Pietro (7). Il progetto del Bramante è subito accettato come originale, splendido e grandioso, ma egli muore prima di portarlo a termine, nel 1514.

7.

Bramante San Pietro